Cacio e pepe, la semplicità che richiede attenzione

Cacio e pepe è un altro piatto tipico romano che si dovrebbe assaggiare durante la visita a Roma. Il piatto è abbastanza semplice e ci vogliono solo tre ingredienti per prepararlo: la pasta, il pecorino romano e il pepe. La pasta usata per la ricetta doc è il tonnarello, una sorta di spaghetti all’uovo, ideale per assorbire la cremosità del pecorino. Però il segreto per una perfetta realizzazione sta nella mantecatura* degli ingredienti.

La pasta cacio e pepe nasce dalla tradizione dei pastori che portavano nei loro zaini, pezzi di pecorino stagionato, sacchette di pepe nero in grani e pasta essiccata ma precedentemente fatta a mano con solo acqua, sale e farina. Il piatto genera il calore allora era perfetto per proteggere gli organismi dei pastori durante la notte fredda.

Dove mangiare la cacio e pepe migliore a Roma? Dopo la nostra piccola ricerca vi presentiamo alcuni posti famosi per la loro preparazione ottima di questo piatto. La prima trattoria – ‘’Felice’’ – si trova a Testaccio in Via Mastro Giorgio 29. Questo locale dal 1936 prepara piatti tipici della tradizione romana con prodotti freschissimi e di prima qualità. Un’altra ristorante – ‘’Roscioli’ -’ si trova in Via dei Giubbonari 21/22 vicino al Campo de’ Fiori ed è anche famosa per la scelta accurata degli ingredienti. E se aveste la fame essendo a Trastevere potreste andare all’antica trattoria – ‘’Da Carlone’’ – in Via della Luce 5 che serve anche porzioni abbastanza abbondanti.

Speriamo che i nostri consigli vi invitino a cercare questi posti e a gustare il vero cacio e pepe.

*mantecare – in gastronomia lavorare vari ingredienti in modo da formare un composto ben amalgamato e cremoso


Scritto da Dominika Olejnik

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Carciofi alla giudia, un piatto giudaico-romanesco

Proseguiamo ancora un po’ con la cucina tipica di Roma e vi raccontiamo di un piatto squisito e veloce da preparare: i carciofi alla giudia. Questo contorno è un tipico esempio della cucina giudaico-romanesca, cioè la cucina nata all’interno della comunità ebraica presente a Roma da quasi 2000 anni.

La ricetta originale consiste semplicemente nella frittura nell’olio dei carciofi con sale e pepe. Però bisogna sapere quali carciofi scegliere! Per realizzare i carciofi alla giudia è necessario utilizzare per forza i carciofi cimaroli (chiamati anche mammole) che vengono coltivati tra Ladispoli e Civitavecchia, pochi a nord di Roma. Questo tipo di carciofo è particolarmente tondo, tenero e privo di spine.

Le origini dei carciofi alla giudia sono molto antiche. Vengono citati nei ricettari del XVI secolo. Più precisamente, il piatto è nato nel ghetto ebraico di Roma. Qui le casalinghe ebraiche preparavano questo piatto soprattutto nel periodo del Kippur, una festa religiosa molto importante per gli Ebrei.

Per assaggiare i carciofi alla giudia vi consigliamo di ‘’tornare alle loro origini’’ quindi andare al ghetto ebraico dove ci sono molti ristoranti che servono questo piatto.


Scritto da Dominika Olejnik

 

 

Il Colosseo Quadrato come un esempio dell’architettura fascista

Il Colosseo Quadrato cioè il Palazzo della Civiltà Italiana o del Lavoro si trova nel moderno quartiere dell’EUR. Il monumento è un esempio tipico dell’architettura del periodo fascista ed è anche il simbolo del quartiere. Il progetto dell’edificio è stato affidato agli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano, ed è stato costruito tra il 1938 e il 1943.

L’architettura del monumento è ispirata al Colosseo con ordini di arcate: 6 verticali e 9 orizzontali. Si dice che corrispondano al numero delle lettere del nome del capo del fascismo Benito (6 lettere) Mussolini (9 lettere). Sulla facciata del Palazzo è incisa un’epigrafe: «Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori». Negli archi si trovano 28 statue che sono le allegorie delle virtù del popolo italiano come: eroismo, musica, agricoltura, filosofia, astronomia, e così via.

Per la sua particolare architettura e il suo richiamo alle forme monumentali della Roma antica, il Palazzo della Civiltà Italiana è stato spesso lo sfondo di produzioni cinematografiche, televisive e spot pubblicitari. Oggi invece l’interno dell’edificio è la sede della casa di moda Fendi che ci ha realizzato un’area per le mostre e le sfilate pubbliche. Il resto dello spazio è dedicato agli uffici.  

Per arrivare a EUR si deve prendere la metro B in direzione Laurentina.


Scritto da Dominika Olejnik

Maritozzo, un dolce tipico romano

Avete mai sentito parlare del maritozzo? E’ uno dei dolci tipici di Roma. Consiste in un panino, un pochino salato, che viene tagliato e farcito in modo abbondante con la panna montata. Suona benissimo, vero? Ma dove assaggiare il maritozzo più buono? Ecco qualche consiglio.

Dicono che i migliori maritozzi di Roma si possono mangiare in pasticceria ‘’Regoli’’ in via dello Statuto 60 nel quartiere Esquilino. Un’altra pasticceria che serve maritozzi si trova nel quartiere africano in via Barilli 56/62 e si chiama ‘’Dolci desideri’’. E se vi viene la voglia di mangiare un maritozzo di notte, potete andare sicuramente al bar ‘’Maritozzaro’’ che si trova in via Ettore Rolli 50 vicino alla stazione Trastevere.

Quindi se non avete mai assaggiato il maritozzo, scegliete uno dei posti consigliati da noi e… Buon appetito!


Scritto da Dominika Olejnik

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Trastevere, un quartiere autentico e pieno di vita

Se avete voglia di vedere un luogo autentico e caratteristico ed immergervi nelle piccole stradine e nei vicoli tortuosi, dovete andare a Trastevere, una delle zone più belle di Roma. Trastevere è un quartiere con origini molto antiche. Per il fatto che è situato molto vicino al fiume Tevere è stato abitato fin dall’epoca dell’antica Roma. Il suo nome deriva dal latino trans Tiberim cioè ‘’al di là del Tevere’’.

Trastevere è il posto perfetto per fare una passeggiata specialmente la sera. Nelle piccole stradine si trovano tantissime trattorie e bar dove si possono mangiare i piatti tradizionali della cucina romana,anche a prezzi economici. E’ una zona sempre piena di vita. Trastevere è anche il quartiere degli artigiani e degli artisti che vendono le loro opere sulle bancarelle poste lungo le stradine.

Sicuramente meritano una visita due piazze: Piazza di Santa Maria in Trastevere e Piazza Trilussa. Sulla prima piazza si trova la Basilica di Santa Maria in Trastevere. E’ proprio il cuore del quartiere. La scalinata della fontana al centro della piazza offre una confortevole posto per godersi il panorama o guardare divertenti spettacoli d’intrattenimento degli artisti di strada. Invece piazza Trilussa è un importante punto d’incontro per giovani e turisti. E’ dedicata al famoso poeta romano Trilussa. Un altro poeta romano importante trasteverino (cioè di Trastevere) è Giuseppe Gioachino Belli, il cui monumento si trova vicino al Tevere sulla omonima piazza, proprio davanti alla fermata del tram.

Per arrivare a Trastevere si può prendere il tram 8 che parte da Piazza Venezia.


Scritto da Dominika Olejnik