Dove andare a mangiare un gelato a Roma?

Il gelato è un dolce famoso in tutto il mondo. Non lo si mangia solo d’estate, ma tutto l’anno. La storia di questo cibo è abbastanza interessante e a dire la verità non si sa chi l’abbia inventato. Ci sono tante teorie, ma nonostante questo tutti sanno che i gelati più buoni del mondo sono quelli italiani.

Allora dove possiamo andare per prendere un gelato a Roma? Ci sono tante gelaterie ottime. La più famosa e storica è la gelateria Giolitti che si trova a due passi dal Pantheon e dalla Camera dei Deputati, in via degli Uffici del Vicario. Come curiosità, la gelateria è frequentata da personaggi famosi, politici italiani, ma anche da artisti internazionali come Sharon Stone, John Travolta o Jean-Claude Van Damme. Un’altra gelateria famosa, sempre nelle vicinanze del Pantheon è la gelateria Della Palma dove è possibile assaggiare circa 150 gusti! Davvero vale la pena andarci, ma scegliere quale gusto provare potrebbe essere davvero molto difficile. Un po’ più lontano dal centro, in Via Principe Eugenio, si trova la gelateria Fassi chiamata anche Palazzo del Freddo. Fondata nel 1880, è una delle gelaterie più antiche della capitale. Il prodotto tipico di questa gelateria è «il Sanpietrino», un tipo di semifreddo glassato al cioccolato che viene preparato nel laboratorio del locale. L’ultima gelateria che vi consigliamo è la gelateria Venchi. L’azienda è famosa soprattutto per la produzione di finissimo cioccolato, ma fanno anche gelati davvero squisiti. Si trova in via della Croce vicino a piazza di Spagna.

Quindi non perdete tempo e cominciate il giro delle gelaterie romane!


Scritto da Dominika Olejnik

Ostia: la città da scoprire

Ostia è un quartiere di Roma che si trova sul mare, alla foce del fiume Tevere, a circa 30 km dal centro. Oggi è conosciuta soprattutto per le sue spiagge dove i romani passano i weekend o i pomeriggi liberi, ma Ostia è anche una città molto antica con una ricca storia.

Ostia fu fondata, secondo la tradizione, nel 620 a.C. da Anco Marzio il quarto re di Roma e per molti anni fu il porto più importante della città. Nel Medioevo, quando i confini della linea costiera cambiarono, il Papa Gregorio IV ordinò di costruire una nuova città con il porto poco distante dal vecchio sito: questa prima fu chiamata Gregoriopoli, ma poi si tornò al vecchio nome, Ostia. Oggi, dopo tanti secoli il porto storico si è allontanato dal mare ed è a 7 km .

A Ostia il posto più importante da visitare sono gli scavi di Ostia Antica. I monumenti più interessanti sono  soprattutto la basilica, l’anfiteatro e alcune case private: la casa meglio conservata è la Casa di Diana con il suo cortile. Possiamo visitare anche le Terme imperiali o termopili e la Taverna antica con dipinti sule pareti.

Per arrivare a Ostia si deve prendere il trenino dalla stazione Porta S.Paolo (metro B- Piramide) direzione C. Colombo.

Scritto da Magdalena Nieśpiałowska


Photo credits: https://it.wikipedia.org/wiki/Ostia_(citt%C3%A0_antica)#/media/File:Panoramica_Teatro_di_Ostia.jpg

Una curiosità di Nola: la Festa dei Gigli

Avete mai sentito parlare di una festa dei Gigli? Oggi vi presentiamo una curiosità culturale della piccola città di Nola, in Campania!

Ogni anno, il 22 giugno, a Nola si svolge la Festa dei Gigli: è una festa di origine cattoliche, dedicata a San Paolino. Con questo evento i Nolani ricordano il ritorno in città del vescovo Paolino dalla prigionia ad opera dei barbari avvenuto nella prima metà del V secolo. Come dice la leggenda il vescovo donò i suoi beni e se stesso ai Visigoti in cambio della liberazione degli schiavi nolani dopo delle invasioni di Alarico I nel 410 d.C. Per ringraziarlo di questo sacrificio nel 431 il popolo nolano accolse il vescovo con dei fiori, gigli appunto, e lo accompagnò fino alla sede vescovile.

Oggi, in memoria di quell’avvenimento, Nola festeggia la domenica successiva al 22 giugno, portando in processione 8 torri, che rappresentano i fiori,i gigli.

Ogni obelisco viene costruito con legno e cartapesta, pezzo per pezzo nelle botteghe artigiane di Nola e sono capolavori di arte e creatività. Ogni torre arriva ad un’altezza di 25 metri!

I Gigli vengono trasportati in un tradizionale percorso al ritmo di brani della musica tradizionale napoletana, italiana e internazionale, che viene eseguita da una banda musicale. La manifestazione copre l’intera giornata, dal primo pomeriggio all’alba del lunedì. Le strutture e gli uomini che li trasportano affrontano spettacolari prove di abilità e di forza.

La festa rientra nella ‘rete delle grandi macchine a spalla italiane’ inserita dal dicembre del 2013 nel Patrimonio dell’UNESCO.

Scritto da Kasia Widzinska

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Photo credit: http://www.fondazionefestadeigigli.it/festa-dei-gigli-manifesto-delledizione-2017-sara-realizzato-dallaccademia-delle-belle-arti-soprano-prestigiosa-collaborazione-rappresenta-un-elemento-crescit/

Why did I come to Italy? My experiences

Why did I come to Italy?I think there are not clear, simple reasons. I belive that our detination is not just a place but what we feel inside us. In fact we do not know where or when we will get there. The important thing is to be able to see it. To stop for a moment, look around and realize what really has the meaning. To find moments, these short moments which give a sense to our lives, which are much deeper and much more important than we can imagine, which are far away from this for what we run every single day. After losing almost all hope for happiness, I found these moments THERE, in Rome. Italy will never be an ordinary country because Italy is Italy. If it was the ordinary country, it wouldn’t have Rome. As an American writer, Anatole Broyard said: “Rome is a poem pressed into service as a city”. It is the magic which is spread in front of your eyes. It is a place where dreams come true. I love Rome. I love visiting this city. I love that incredible feeling when I go through the Roman streets. When I feel the wind in my face and hear “ciao” all around me. When all I want to repeat is “Come dolce è la mia vita”. Italians have certainly mastered the art of living filled with good food and good conversation each day. I like eating and Italian cuisine boasts its fresh fruits and vegetables, all bursting with flavour. I am able to eat Italian food over and over again, not forgetting to mention drinking italian wine which in my opinion is the best in the world.

Toasting with the red wine
Toasting with the red wine

I am fully in love with Italy, however there are also aspects which I didn’t expect before coming here. Having in mind some confidence taken from the movies I believed that Italy would be full of citizens who speak English, however at some places I found myself in the middle of nowhere when it comes to communicating in that language. Majority of Italians want us to speak italian. I thought that research and acquisition of basic italian was unnecessary, because I have already eaten at Italian restaurants before and I’ve already known what “ciao” means. Then I was shocked to find that those bread sticks on the table are for free and that after asking for a “latte” I would get a glass of cold milk instead of coffee with milk. Another thing any I learned is that here is time and then there is Italian time. Italian time is so elastic so you shouldn’t be surprised when your 4 p.m. tour around the city starts at 4:30. Many businesses shut down for lunch so double-checking of business hours is crucial. Public transportation is also often “out of order” or delayed, so give yourself time and relax. Getting angry is useless.

Buses out of order
Buses out of order

Five things you have to do in Italy:

1. Validate your ticket.

Whether you take train from one city to another or you travel within a city simple buying a ticket isn’t enough, you must validate it before you board. Most tickets are not date or time specific, so if you don’t validate it before boarding it is as if you haven’t paid for your ride. Sometimes the ticket validation machines are on platforms before you get on the train, sometimes they’re on the bus.

Machine which validates tickets at train stations
Machine which validates tickets at train stations

2. Eat at least two ice cream scoops daily.

Italian gelato is made with milk, not cream, so it is a lot less fattening than people think. It is a well-deserved treat after a day filled with sightseeing, studying or working. Eating ice cream really does make us happy. Scientists have found that a spoonful of ice cream lights up the same pleasure centre in the brain as winning money or listening to your favourite music.

Woman with ice cream in front of Trevi fountain
Eating ice cream in front of Trevi fountain

3. See an Italian soccer game

Regardless of the fact if you’re a soccer fan, or even a sports fan going to a game of calcio is unforgettable. Italian soccer can be considered a second religion in this country, and experiencing a game live lets you witness the passion Italians feel for their clubs.

AS Roma supporters during the match
AS Roma supporters during the match

4. Eat pizza

There’s nothing like eating something as universally well-known as pizza in the country where it was born, and for that you have to do it. The Margherita is still the most popular pizza today, perhaps because it’s simple, light and tasty. A good tomato sauce, a good mozzarella or a good extra virgin olive oil make a lot of difference. It’s not easy to have and find these ingredients all over the world. In Italy they are the best.

Pizza is the most famous italian dish
Pizza as the most famous Italian dish

5. Learn Italian at least at basic level

Learning italian is very usefull and beneficial especially when it comes to communicating with Italians and coping with daily activities properly. Italian has the highest number of words for describing food.
Whether you order food in a restaurant or do the grocery shopping at one of the street markets, having a knowledge of the language not only enriches your holiday experience, but also allows you to save a few euros.

Learn italian to be able to speak well
Learn Italian to be able to speak well

Good luck!

5 modi originali per mangiare il cocomero

1. Pizza di cocomero

Avete mai pensato di trasformare un cocomero in una pizza?

E magari di servirlo durante un aperitivo estivo per stupire i vostri ospiti? Ecco la ricetta che fa per voi:
a)Per prima cosa preparate una crema leggera mescolando in un recipiente yogurt greco con miele a vostro piacimento.
b) Tagliate una fetta di cocomero in modo trasversale.
c) Distribuite sul cocomero la crema che avete preparato.
d) Dividete il cerchio in 8 spicchi uguali e decorate la vostra pizza con frutta fresca di stagione e il gioco è fatto!
e) Servite in tavola e lasciate i vostri invitati a bocca aperta!

2. Stelline decorativestellina di cocomero

Il cocomero può essere utilizzato anche come golosa decorazione e il procedimento è semplicissimo!
Affettatelo e create delle stelline aiutandovi di una forma per biscotti. Infilzateli con uno stuzzicadenti.
E voilà ecco la vostra decorazione.
Potete sbizzarrirvi a creare delle decorazioni anche con il vostro frutto preferito!

spiedini di cocomero3. Spiedini di frutta

Gli spiedini di frutta possono essere un’alternativa divertente ai tradizionali spiedini di carne! In che modo?
Tagliate il cocomero e la feta a cubetti e il cetriolo a fettine.
Infilza su lunghi spiedini di legno i cubetti di anguria, le olive nere snocciolate, i dadini di feta e le fettine di cetriolo. Aggiungete dei crostini di pane croccante!

rosa di cocomero4. Rosa di cocomero

Se amate le decorazioni scenografiche, ecco un tutorial che fa per voi! http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Watermelon-Rose/

5. Gazpacho “falsi amici”

Gazpacho di bucce d'anguria, by FRAGOLE A MERENDA

A volte i falsi amici fanno pace, fondendosi in una ricetta buonissima!
Preparare il gazpacho di bucce d’anguria è estremamente semplice con i seguenti ingredienti: 1 kg di bucce d’anguria, 2 cetrioli, 10 pomodorini, una manciata di pinoli, un mazzetto di prezzemolo
Eliminate la scorza dalle bucce dell’anguria e poi frullate tutti gli altri ingredienti. Salate e pepate a vostro piacimento e poi lasciate raffreddare il gazpacho per un’ora in frigo!

Buon appetito!